Statuto della petizione
Non pochi catanesi, esasperati dal silenzio delle Istituzioni sul degrado della propria città , preoccupati della totale insufficienza degli aiuti inviati dal Governo a fronte di un buco di (almeno) 500 milioni di euro e mossi dall’insaziabile desiderio di proclamarsi ancora e nonostante tutto “catanesi†e, prima ancora, “italianiâ€, si sono, in modo del tutto spontaneo, riuniti su Facebook (all’interno di uno dei tanti gruppi che ivi si costituiscono quotidianamente e che reca la sigla “Salviamo Cataniaâ€) e su 40XCatania (social network dedicato alla città , per dar voce ai cittadini, un laboratorio di idee per la città che vuole offrire una visione complessiva di Catania proiettata al futuro), a seguito del riconoscimento della comune volontà di farsi sentire ben oltre le mura di una community virtuale, hanno convenuto di esprimere la loro rabbia e le loro richieste attraverso la presente lettera aperta, che, sperano, possa raccogliere tutta l’attenzione che qualunque Paese democratico dovrebbe poter assicurare ad un coro tanto pacifico quanto determinato di protesta.
I cittadini catanesi, di cui le firme in epigrafe rappresentano solo un parziale verbo, chiedono di far luce e di dar loro tutta la contezza cui hanno diritto sulle responsabilità legate alla pessima gestione dei servizi pubblici di erogazione di elettricità nelle pubbliche vie e di raccolta, nelle stesse, dei rifiuti.
Si tratta di servizi che risultano, ormai da mesi, del tutto interrotti, con lesione, tanto silente quanto macroscopica, di quei beni della salute e della sicurezza collettive che, pur occupando un posto primario nella gerarchia dei valori costituzionalmente garantiti, hanno costituito oggetto di spregio e vergognosa indifferenza da parte dei soggetti deputati alla loro salvaguardia.
Pertanto:
- Chiedono ai mezzi di informazione di esercitare appieno il proprio diritto di cronaca, onorando il sentimento di solidarietà sociale e civile che la professione giornalistica dovrebbe, per definizione, esprimere.
- Chiedono al Governo di far fronte alle proprie responsabilità nei confronti della collettività intervenendo immediatamente, per scongiurare il rischio di una catastrofe civile, sociale, ambientale che potrebbe assumere, ove il silenzio continui a regnare, dimensioni ben più gravi di quella che ha afflitto la collettività napoletana.
Chiedono al Comune di Catania di rendere pubblicamente noti, attraverso i più adeguati strumenti di divulgazione, i bilanci del Comune stesso a partire dall'anno 2003.
- Chiedono alla magistratura di accertare le cause e le responsabilità individuali che hanno generato o contribuito a generare un’emergenza così radicale.
Firma
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